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Sistemi educativi alternativi per l'infanzia

La maggior parte dei bambini di tutto il mondo frequenta la scuola con un modello di insegnamento basato sul modulo originale voluto nientemeno che da Carlo Magno, ispirato dalle lezioni dell'Accademia platonica: i piccoli vengono educati in gruppo per un certo numero di ore da uno (o più) insegnanti. Che si tratti di istituti pubblici o privati, il succo non cambia. O almeno, non di tanto.

Eppure esistono alternative (più o meno conosciute) che garantiscono comunque un apprendimento equilibrato e sano. E - va detto per tranquillizzare i genitori più ansiosi - sono opzioni completamente legali: non sono frutto dell'improvvisazione ma nascono da studi lunghi anni da parte di medici, psicologi e specialisti nel campo della pedagogia.

Il metodo Montessori

Probabilmente il più noto dei sistemi educativi creativi, nasce grazie alla pioniera del campo Maria Montessori che si ribellò, all'inizio del Ventesimo secolo, all'educazione troppo nozionistica. Alcune delle sue innovazioni, come i banchi a misura di bambino, sono ormai accettate da tutte le scuole, anche quelle che non seguono il suo metodo. Questo prevede che il bambino a scuola sia libero di esplorare senza venire giudicato o senza che gli vengano attribuiti voti.

Il metodo steineriano

Prende il nome da Rudolf Steiner, che determinò che la vita del bambino fosse basata su cicli di 7 anni. Dai 0 ai 7 anni si impara per imitazione; dai 7 ai 14 si sviluppa l'immaginazione; fino ai 21 si passa alla ricerca.

Il metodo Reggio

Nato nel 1945 a Reggio Emilia (di qui il nome) dal pedagogo Loris Malaguzzi, ha in comune alcuni elementi sia con il metodo Steiner che Montessori: gli insegnanti non hanno un ruolo coercitivo ma di sola "guida"; i bambini vengono spinti a discutere e al problem solving. L'insegnamento è trasversale e non limitato a singole materie.